La quadreria

Come i musei possono diventare spazi di comunità per le persone con demenza e i loro caregiver: questo il tema dell’incontro tenutosi il 21 maggio 2025 al MAMbo di Bologna, dove professionisti dei servizi sociali e delle istituzioni culturali si sono confrontati su strategie, collaborazioni e progetti per il benessere delle persone più fragili.

I saluti istituzionali hanno collocato queste esperienze all’interno di una più ampia strategia di innovazione e di connessione con il territorio, portata avanti dalle istituzioni museali e sociosanitarie. Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, ha sottolineato l’importanza di considerare l’accessibilità dei musei in senso ampio, riconoscendone anche la funzione aggregante e il ruolo che queste realtà possono svolgere al di fuori dei propri spazi per rafforzare il senso di comunità.

Sulla stessa linea, Stefano Brugnara, Amministratore Unico di ASP Città di Bologna, ha evidenziato come esperienze di questo tipo rispondano a un bisogno fondamentale di chi vive una condizione di fragilità: quello di relazioni umane autentiche. Ha sottolineato inoltre come tali progettualità rendano più forte la comunità e permettano agli individui di esercitare il “diritto alla fragilità” promosso dal Comune di Bologna.

Uno sguardo più ampio è stato offerto da Silvia Ferrari, Responsabile del Sistema museale regionale, che ha ricordato come il Sistema museale dell’Emilia-Romagna stia lavorando per definire i musei come “contenitori sociali” e “presidi di comunità”, chiamati a rendere concreto il diritto dei cittadini a fruire del patrimonio culturale, sancito dall’articolo 9 della Costituzione. Il Manifesto del welfare culturale, recentemente elaborato, costituisce un riferimento per sviluppare benessere, comunità di pratica e programmi congiunti tra gli assessorati a cultura, welfare e salute.

L’incontro è proseguito con la restituzione delle esperienze realizzate grazie alla collaborazione tra Settore Musei Civici Bologna, ASP Città di Bologna e la cooperativa sociale Anziani e Non Solo. Questi progetti, nati come project work del corso di formazione Extra! promosso dal Sistema Musei Toscani per l’Alzheimer (MTA), hanno coinvolto tre gruppi di anziani e caregiver in attività laboratoriali appositamente ideate per loro.

Il metodo MTA è stato illustrato da Luca Carli Ballola e Cristina Bucci in un intervento in collegamento da Firenze, mentre Daniela Dalla, Riccardo Grasso e Licia Boccaletti hanno raccontato i risultati delle esperienze condotte ai Musei Civici e alla Quadreria di Bologna. L’attenzione è stata posta sulla centralità della persona con demenza e sulla valorizzazione delle abilità residue, spesso riscoprendo potenzialità anche agli occhi dei caregiver. Evocativi i titoli dei cicli di incontri: “Al museo dico la mia!” e “Storie in Quadreria”, che si sono conclusi con la restituzione collettiva di brevi componimenti nati dalle parole e dai contributi dei partecipanti.


Francesca Masi, portavoce della neonata rete MADER – Musei per l’Alzheimer e le Demenze dell’Emilia-Romagna – ha presentato il manifesto programmatico della rete, che guarda ai goal dell’Agenda 2030 (Persone, Prosperità, Pace, Partnership, Pianeta) aggiungendo una sesta “P”: Patrimonio. L’obiettivo è garantire alle persone più anziane e fragili un tempo adeguato, fatto di ascolto e attenzione.

La tavola rotonda della seconda parte ha esplorato le sfide e le opportunità della collaborazione multiprofessionale. Tra i temi emersi: il valore trasformativo delle esperienze rivolte a persone fragili, la necessità di trasversalità non solo operativa ma anche strategica, l’importanza di evitare approcci a compartimenti stagni e di attivare sinergie per valutare, replicare e consolidare le esperienze. Si è discusso anche del coinvolgimento dei partecipanti attraverso formule come la “prescrizione culturale”, già sperimentata con successo in alcuni territori.

Il convegno ha ricordato a tutti i partecipanti che, anche nelle complessità più grandi, esiste sempre un punto di contatto possibile, che può emergere quando c’è ascolto autentico e volontà di costruire insieme.

Per approfondimenti:

Programma su Bologna cultura

 

Andrea Zandaval
Modificato in data:  19-06-2025