Essere un luogo vivo, in dialogo col presente e frequentato da nuovi pubblici: questo vuole essere il nostro museo e in questa direzione si colloca la scelta di ospitare un evento del programma off della Bologna Children’s Book Fair. La BCBF 2026, come la chiamano gli addetti ai lavori, è giunta alla sua 63^ edizione:
"Sessantatre anni di impegno nello scouting e nella promozione dei migliori contenuti editoriali per bambini e ragazzi, con uno sguardo ampliato progressivamente a includere sempre maggiori settori dell'editoria e oltre",
come si legge nel sito della fiera.
La Quadreria ha scelto così di collaborare con Kite Edizioni, che proprio quest'anno celebra i suoi vent'anni di attività. Insieme all'editore si è individuata Victoria Semykina, artista le cui illustrazioni accompagnano la narrativa rivolta ai più giovani. Nasce così la mostra The 400 Sketches, inaugurata il 14 aprile con un'apertura straordinaria del nostro museo fino alle 22:00. Un allestimento lungo alcuni spazi della Quadreria che ha fatto immergere i visitatori in un mondo magico, legato all'illustrazione del libro di Luca Tortolini François Truffaut: il bambino che amava il cinema.
La mostra è il risultato di un lavoro condiviso tra artista, casa editrice e museo. L'allestimento è stato curato da Victoria con l'aiuto degli operatori museali della Quadreria. Per l'occasione è stato aperto al pubblico il piano superiore, solitamente non visitabile, offrendo anche una visione inedita degli spazi del museo.
L'inaugurazione ha registrato una grande partecipazione di cittadini bolognesi e addetti ai lavori della Fiera, oltre ai turisti presenti in città. La Sala delle Mappe è stata teatro della celebrazione ventennale di Kite Edizioni e dell'opening della mostra, con un brindisi e un momento di ristoro per il pubblico.
Dato il grande afflusso di visitatori, oltre 1300 in soli tre giorni, la mostra è stata prorogata di un'altra settimana per consentire ad un numero ancora più ampio di persone di immergersi nel magico mondo di "Truffaut" con gli occhi di Victoria Semykina.
Un'esperienza positiva da molteplici punti di vista, che ci incoraggia a proseguire verso l'apertura alla città e alla contaminazione tra diverse forme di espressione visiva.

