Il dubbio sull’attribuzione di questo dipinto nulla toglie alla maestria che il pittore ha posto nella rappresentazione di questo giovane dio Mercurio che guardando lo spettatore dall’alto verso il basso, col dito posto sulle labbra lo invita a tacere e a mettersi in ascolto.
Una nota particolare merita il ramo di pesco che l’effigiato stringe tra le dita della mano sinistra, che rimanda al significato simbolico del frutto ad indicare il cuore, e della foglia di pesco come rimando alla lingua: di fatto è con passione che ci chiede di non parlare e restare in silenzio.
Il rosso cremisi del drappo che copre le nudità è simbolo anch’esso di passione e dona maggiore sensualità al soggetto, oltre a rappresentare un colore che nel Seicento veniva prodotto con le larve delle cocciniglie che si trovavano sui cactus messicani, tanto costoso da restituire prestigio a colui che poteva commissionarlo.
L’opera, in pendant con un altro ovale rappresentante “Urania”, dea dell’astronomia, proviene dall’eredità Venenti.

Il Silenzio
olio su tela, cm 120 x 90

