Non a caso proviene dal Conservatorio di Santa Marta la pala d’altare raffigurante la scena dal Vangelo secondo Luca in cui Cristo, recatosi a casa delle due sorelle di Lazzaro, con la mano blocca Marta che, affannata per il gran daffare, indica Maria immobile, inginocchiata ai suoi piedi e incantata dal racconto che narra la parola di Dio.
L’opera, di grande sentimento devozionale, è unica in quanto dipinta a quattro mani da Prospero e Lavinia Fontana, due grandi artisti bolognesi che in quest’opera parlano un linguaggio personale: manierista il padre che ha dipinto un Cristo in posa “michelangiolesca” con la caratteristica torsione del busto e fissità dello sguardo; più “naturalista” la giovane Lavinia che con uno sguardo ai Carracci del suo tempo rappresenta Marta e Maria con tale freschezza e spontaneità.
Sullo sfondo non c’è traccia della casa di paglia e fango dell’antica Palestina che si dovrebbe immaginare, ma si seguono i canoni della vecchia Maniera e i Fontana ci mostrano l’interno di un palazzo dell’antica Roma.

Cristo in casa di Marta e Maria
olio su tela, cm 257 x 184

